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Supplì cacio, pepe e fontina

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Supplì cacio, pepe e fontina (da Roma alla Valle D’Aosta)

Il Supplì cacio, pepe e fontina nasce dall’unione di due terre che amano i propri ingredienti e le proprie ricette. E’ un connubio perfetto fra la tradizione romana del supplì, la cacio e pepe e la fontina DOP della Valle d’Aosta.
Croccanti e fragranti con un profumo inconfondibile ed un cuore tenero e filante che fa venire l’acquolina in bocca.

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Con questa ricetta partecipo al Contest Concorso Fontina Valle d’Aosta

del Blog Un Architetto in Cucina in collaborazione con

l’Assessorato all’Agricoltura e Risorse Naturali della Valle d’Aosta”

Ingredienti per 8 supplì

300 gr di riso

150 gr pecorino romano
pepe q.b.

2 uova
pan grattato per copertura
fontina DOP (8 rettangoli spessi)
olio per friggere

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Preparazione

Per prima cosa dovrete mettere a bollire abbondante acqua salata e quando avrà raggiunto il bollore, versare il riso e lasciar cuocere. Togliere molto al dente tenendo da parte una bella tazza di acqua di cottura.

In una ciotola capiente, versare il pecorino romano grattato, il pepe e con l’aiuto di una frusta mescolare aggiungendo a mano a mano l’acqua di cottura del riso fino ad ottenere una cremina omogenea senza grumi. Versare il riso continuando a mescolare. La crema si sposerà perfettamente con il riso che assorbirà i sapori e gli odori..

Lasciar raffreddare qualche minuto il piatto e poi formare delle palline allungate.
Contemporaneamente, in un pentolino dai bordi alti mettere l’olio a scaldare.
Creare, nel verso della lunghezza, un solco con il dito ed adagiare all’interno la fontina DOP precedentemente tagliata nel verso, anch’essa, della lunghezza. Chiudere su se stesso il supplì.

Sbattere le due uova all’interno di un piccolo contenitore, adagiare all’interno, uno per volta, il supplì e dopo averlo bagnato in tutta la sua forma, farlo rotolare nel pan grattato in modo da creare una copertura omogenea.

Adagiare i supplì all’interno dell’olio e lasciar dorare.

Mangiare caldi in modo che si possa assaporare un’ esplosione di gusti che al primo morso ci fa capire che siamo decisamente a Roma con la classica cacio e pepe e in un attimo ci troviamo fra le montagne della Valle d’Aosta grazie cremosità della fonduta DOP che regala a questo piatto un gusto spiccato ed un qualcosa in più.

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